LENNY ZAKATEK INCANTA IL PUBBLICO DEL MAGLIO

GRANDE SUCCESSO PER IL “PARSONS DAY” TORINESE

La Stereotomy tribute band ha accompagnato sul palco il cantante storico dell’Alan Parsons Project

TORINO – E’ stato un evento ricco di momenti preziosi e di assoluta qualità, quello che si è svolto sabato 5 luglio presso il cocktail bar Il Maglio, a Torino, sotto il patrocinio della Città di Torino e della Provincia di Torino. Un progetto tanto ambizioso quanto ben riuscito, che ha visto appassionati di tutta Italia e non solo riunirsi per oltre dieci ore ricche di iniziative nel celebrare una delle migliori musiche che ha segnato la storia degli anni settanta e ottanta, quella dell’Alan Parsons Project, nata dall’incontro del mago del suono per eccellenza con il compositore e musicista Eric Woolfson.

Tante le attività che hanno segnato questa giornata destinata a rimanere impressa per sempre nei ricordi di ha avuto la fortuna di prenderne parte. Nel pomeriggio, il pubblico ha potuto assistere ad una interessante ed esaustiva intervista al cantante Lenny Zakatek, ospite d’eccezione della manifestazione in quanto principale cantante storico dell’Alan Parsons Project. Un artista di estrazione soul, blues e funky che negli anni ha interpretato in sala di registrazione i principali successi della band britannica, conferendo ritmo e dinamicità a brani divenuti storici come “I Wouldn’t Want To Be Like You”, “Damned If I Do” e “Games People Play”, solo per citarne alcuni. L’intervista è stata condotta, così come le successive, da Francesco Ferrua, curatore del sito web “The Parsons Day” (http://theparsonsday.altervista.org) e organizzatore dell’evento assieme a German Impache, tastierista e leader della Tribute Band torinese Stereotomy.

Terminata l’intervista, Zakatek si è gentilmente intrattenuto con i suoi fan per firmare autografi e venire immortalato in una moltitudine di scatti fotografici. E’ poi stata la volta dell’intervista via Skype a Sally Woolfson, figlia di Eric e curatrice dell’eredità artistica del padre, un’occasione rara per ricordare la figura di Eric Woolfson sia come uomo che come musicista.

Terminato il collegamento, una gradita sorpresa attendeva i fan dell’Alan Parsons Project durante la pausa cena, l’ascolto in anteprima mondiale di sei canzoni dal nuovo album di David Paton e Lan Bairnson (membri dei Pilot e musicisti in pianta stabile del Project), un lavoro intitolato “A Pilot Project”, di prossima pubblicazione, nel quale i due reinterpretano le migliori canzoni frutto dalla collaborazione tra Alan ed Eric.

Alle ore 21 è stato il momento di un’altra interessante intervista, quella col mago del suono in persona, Mr. Alan Parsons, collegato con Torino via Skype dalla sua casa a Santa Barbara, California. Dopo una serie di domande con le quali è stato sondato il passato, il presente ed il futuro del grande produttore ed ingegnere del suono, è stato lo stesso Parsons ad augurare al pubblico del Maglio un buon concerto in compagnia di Lenny Zakatek e della Stereotomy Tribute Band.

Se fino a questo momento il pubblico era stato intrattenuto con rare ed interessanti iniziative (inclusa una esposizione di ricercate edizioni in vinile degli album del Project) mirate soprattutto a soddisfare quella porzione di spettatori più propriamente definibili come fan, stava ora per arrivare un momento di assoluto piacere per tutti gli amanti della buona musica.

Dopo una prima parte di concerto con la quale gli Stereotomy hanno scaldato i presenti regalando ottime versioni di brani come “The Raven”, “Limelight” e “Eye In The Sky”, Lenny Zakatek è salito sul palco accompagnato dal tastierista Steve Jeffries per donare al pubblico una toccante e straordinaria interpretazione di quattro brani estratti dal suo nuovo album, atteso entro fine anno. Una voce davvero unica, controllata da una maestria frutto di oltre cinquant’anni di esperienza, ricca di venature soul, potente, raffinata, capace di far vibrare l’anima come poche altre. Un personaggio, questo Zakatek, tanto eccellente come cantante quanto straordinariamente gentile ed affabile come uomo, al punto che ha richiesto la presenza del sassofonista Renzo Benvegnù, membro degli Stereotomy, per farsi accompagnare in uno dei suoi brani.

Dopo l’esecuzione di un’ulteriore canzone, “Time”, dedicata alla memoria dell’amico Eric Woolfson, Lenny ha ceduto il palco alla band torinese per la loro seconda parte dell’esibizione, ma non senza straordinarie sorprese. Zakatek, infatti, è presto risalito in sella a fianco degli Stereotomy per interpretare ben cinque brani dell’Alan Parsons Project, “Damned If I Do”, “I Wouldn’t Want To Be Like You”, “Games People Play” e “Old And Wise”, per poi ritornare sul palco al momento dei bis per “Don’t Answer Me”. Con Lenny sul palco la band ha saputo dare il massimo di sé stessa, regalando al pubblico esecuzioni impeccabili che hanno fatto saltare, cantare e commuovere un pubblico straordinariamente partecipe e coinvolto. Bastava chiudere gli occhi e la straordinaria voce di Zakatek, cantante originale di molti di quei brani, regalava la magica sensazione di essere trasportati in studio di registrazione durante l’incisione di quelle canzoni.

Un evento riuscito, così come dimostrano le molte testimonianze dei fan presenti e dello stesso Lenny Zakatek, visibilmente soddisfatto per il risultato raggiunto e per la risposta ottenuta dal pubblico. Nelle orecchie restano musiche senza tempo, nel cuore grandi emozioni. Nella mente resta, invece, la speranza che giornate come questa, seppure rivolte ad un pubblico più ristretto e ricercato, non debbano restare rari eventi di nicchia.

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